Creatività data-driven: creatività e dati possono coesistere?
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Quando mi trovo a parlare con qualcuno di Growth Hacking e cerco di farmi capire usando la definizione “metodo scientifico applicato al marketing”, si crea spesso un malinteso: molti pensano che un approccio di questo tipo - basato quindi su dati ed esperimenti - inibisca la creatività, da sempre considerata colonna portante del marketing tradizionale.

Esiste in realtà una creatività data driven e in questo articolo voglio spiegarti in cosa consiste.

Se alla fine della lettura ne avrai colto i vantaggi e sentirai di volerla applicare al tuo business, compila il modulo nella nostra homepage. Prenoterai una call gratuita con _blank e valuteremo insieme se i nostri servizi possono aiutare la tua azienda a incrementare i guadagni. 

Cosa si intende per “metodo scientifico applicato al marketing”?

Avendo scelto il Growth Hacking come metodo di lavoro della mia agenzia, ho già pubblicato diversi articoli sull’argomento. Se non l’hai ancora fatto, ti consiglio in particolare di leggere questi tre:

In tutti e tre troverai un riferimento agli esperimenti, che sono appunto il cuore pulsante del Growth Hacking e il motivo principale per cui la disciplina è associata al metodo scientifico. Il processo attraverso cui vengono ideati e condotti è conosciuto come High Tempo Testing e prevede queste quattro fasi:

  • Ideazione: momento in cui il team si riunisce per proporre soluzioni da testare per risolvere un problema o migliorare un risultato
  • Prioritizzazione: fase in cui il team vota le varie idee in base a parametri prestabiliti (in genere Impatto, Fiducia, Fattibilità)
  • Test: realizzazione degli esperimenti che hanno ottenuto nel complesso votazione più alta
  • Analisi: verifica dei risultati ottenuti con l’esperimento, con raccolta e interpretazione dei dati rilevati

Dai dati raccolti nell’ultima fase del processo, possono partire nuove sperimentazioni che hanno già più possibilità di rivelarsi efficaci.

Il protocollo di lavoro, come vedi, richiama molto quello utilizzato negli esperimenti scientifici. Il vantaggio principale per le aziende che investono in questo metodo è che le idee che vengono fuori dai brainstorming con il team vengono appunto “testate”, ci si prende cioè un tempo limitato per verificarne l’efficacia, senza investire troppe risorse nella loro realizzazione, e solo se si ha la sicurezza che porteranno un guadagno l’investimento diventa consistente. La fase di analisi dei dati è quindi fondamentale per essere sicuri di raggiungere gli obiettivi aziendali.

I dati, però, non sono nemici giurati della creatività.

Nelle nostre strategie di Growth Hacking combiniamo i due elementi per creare strategie di marketing pensate per rispondere alle esigenze dell’utente. Prenota la tua prima call con _blank. Potrai valutare senza impegno la nostra proposta commerciale.

Lascia però che ti spieghi meglio.

Creatività data-driven: cos’è?

Si è fatto sempre più spazio negli ultimi anni un nuovo tipo di processo creativo, in cui sono proprio i dati a guidare la creatività.

Si tratta di un’evoluzione dovuta soprattutto ai progressi della tecnologia. Oggi il machine learning, l’intelligenza artificiale, gli strumenti di sentiment analysis, le tecnologie di responsive design e così via permettono di rilevare sempre più informazioni sui comportamenti, le abitudini, i gusti e i bisogni dei consumatori. Questo tesoretto di dati permette di dare vita a offerte con un altissimo livello di personalizzazione, ma svilupparle richiede una componente di creatività non indifferente.

Lo stesso High Tempo Testing - protocollo che abbiamo visto nel paragrafo precedente - presuppone nella fase di ideazione un brainstorming in cui l’originalità può fare la differenza, ma è chiaro la percentuale di possibilità di riuscita dei test aumenta di volta in volta proprio perché di volta in volta raccogliamo più informazioni su cosa funziona e cosa no.

I dati vanno in questo senso immaginati al servizio del processo creativo.

Se prima si lanciava il prodotto facendo leva solo sulla creatività per raccogliere dopo il lancio i dati che ci avrebbero rivelato l’efficacia o meno della nostra strategia, ora quella stessa strategia e quello stesso prodotto possono essere pensati avendo già dei dati di partenza. Se i nostri potenziali consumatori amano il blu, useremo la nostra creatività per realizzare la migliore versione possibile del nostro prodotto, ma in blu; se dai dati raccolti sappiamo che gli annunci con video convertono di più, non sprecheremo energie e soldi in altri formati, ma lavoreremo mettendo la nostra creatività nell’elaborazione del video più originale possibile. 

Perché questo lavoro funzioni, però, occorre poter contare su una figura specializzata come il data analyst o il data scientist. Se non ne hai uno in organico, ti consiglio di rivolgerti a una growth agency come la nostra. 

Creatività data-driven: il caso Netflix

Netflix è sicuramente uno degli esempi più riusciti di creatività guidata dai dati.

Probabilmente saprai già che la piattaforma si serve di un sofisticato algoritmo che propone agli utenti film e serie tv da guardare tenendo conto dei loro gusti. Si serve infatti di un sistema di raccomandazioni basato sull’AI che, attraverso l’analisi di dati espliciti, come le liste dei preferiti e le valutazioni degli utenti, e di informazioni implicite, come le serie guardate in un certo periodo di tempo, suggerisce contenuti in linea con le preferenze di ciascuno dei fruitori.

Il lavoro di Netflix è in realtà ancora più accurato.
Gli utenti non vedono solo una diversa proposta di contenuti, ma addirittura lo stesso film, o la stessa serie tv, viene proposto con anteprime differenti a seconda dell’utente che sta usufruendo del servizio.

Per farti un esempio banale, se nell’ultimo periodo hai visto molti film con John Travolta, è possibile che l’anteprima di Grease che ti comparirà tra le proposte vedrà Denny in primo piano; se avrai invece dimostrato una particolare predilezione per i film d’amore, Netflix potrebbe mostrarti il bacio tra i protagonisti; se infine sei un appassionato di musical, probabilmente la piattaforma proverà a conquistarti con l’immagine di una scena di ballo.

Si tratta in tutti i casi di anteprime creative ma scelte sulla base dei dati, che sono quindi uno strumento in più per i creativi, e non un limite come molti pensano.

Per dimostrartelo, ti propongo anche un articolo su cinque casi di Growth Hacking che hanno fatto la storia. Spero noterai come si tratti in tutti i casi di idee geniali, supportate da dati e metodo.

Eccolo qui: 5 growth hack che hanno decretato il successo di altrettanti brand

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