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Immagino saremo tutti d'accordo sul fatto che l'email marketing è uno strumento straordinario. Probabilmente oggi è il modo più efficace per raggiungere la propria audience, tuttavia ha le sue insidie: è molto facile per chi fa email marketing trovarsi nelle caselle di spam. Con questo articolo iniziamo una serie di contenuti che andranno a trattare proprio questo: come fare a non finire nella casella dello spam dei nostri destinatari.

Siamo tutti valutati dagli Spam Filter

Quello di cui ti parlo oggi lo potremmo raggruppare sotto un unico enorme titolo e cioè "Stai attento al contenuto". Dopotutto tantissimo oggi si sente la frase "Content is King", e nell'email marketing è vero come per tutti gli altri mezzi di marketing, forse anche un po' di più, perché nel caso delle mail, non si tratta soltanto solo dell'esperienza utente - e cioè come fruiranno gli utenti di quel contenuto, se lo troveranno interessante, e così via - ma anche del fatto che oggi gli spam filter leggono i tuoi contenuti e li valutano.

Allora come faccio a preparare i miei contenuti per non finire in Spam?

1. L'oggetto delle mail

Partiamo dall'oggetto: la prima cosa visibile in una mail, insieme al destinatario.

Innanzitutto bisogna prestare attenzione al numero di parole e di caratteri che inseriamo all'interno dell'oggetto. Chiaramente il numero di aperture delle nostre email è molto importante, non solo per far percepire ai filtri antispam che forniamo contenuti di valore, ma anche perché è inutile mandare email che non vengono lette. È stata trovata una forte correlazione tra il numero di parole presenti nell'oggetto e il tasso di apertura. Il range di parole che in media portano il miglior tasso di apertura va dalle 6 alle 10 parole nell'oggetto della mail.

Oltre al numero di parole, bisogna comunque tener presente che in media dai vari client email vengono visualizzati 50 caratteri, e gli oggetti che superano il limite di caratteri vengono troncati. Dovremmo quindi cercare sempre di mantenerci intorno ai 50 caratteri, senza andare troppo oltre, ma senza nemmeno fare oggetti cortissimi.

Un altro fattore importantissimo è la chiarezza dell'oggetto: dobbiamo rendere immediatamente chiaro qual è l'argomento della nostra comunicazione, quindi bisogna assolutamente cercare di evitare oggetti ingannevoli. Quando le persone ricevono la mail nella loro nella propria casella devono capire già dall'oggetto - o comunque iniziare a dedurlo - di che cosa vogliamo parlargli. Cerchiamo inoltre di utilizzare il linguaggio della nostra audience. Quindi affidiamoci alle nostre Buyer Personas o, meglio ancora, ai dati che abbiamo raccolto sulla nostra audience. Se abbiamo segmentato la nostra audience, può essere una buona idea adeguare, dove possibile, il linguaggio al singolo segmento.

2. Non scrivere in maiuscolo

Un altro accorgimento molto, molto importante è quello di non scrivere in maiuscolo.

Non farlo proprio.

Se proprio per qualche motivo non riesci a farne a meno, fallo per singole parole. Non andare mai a rendere in maiuscolo le frasi e possibilmente non utilizzare il maiuscolo nell'oggetto della mail.

Molto meglio utilizzare la formattazione, quindi se dobbiamo andare ad evidenziare una parola o una frase intera, rendiamola in grassetto piuttosto che maiuscola.

3. Non abbondare con emoji e punteggiatura

Non esagerare con le emoji e la punteggiatura. Questo non significa non utilizzare le emoji, e allo stesso modo non significa non utilizzare i punti esclamativi Bisogna però farlo con parsimonia. Le emoji nell'oggetto sono simpatiche, possono attirare l'attenzione, e allora ha senso inserirle, ma cerchiamo di non metterne più di una, e magari una volta ogni tanto, e non in tutte le email.

I punti esclamativi vanno già un po' meno bene, e personalmente sconsiglio di utilizzarli nell'oggetto delle email. Nel corpo invece possiamo stare più tranquilli e usarne qualcuno, ma qualunque sia lo scopo delle nostre mail, uno o due punti esclamativi in totale, sono sicuro che andranno più che bene. In generale, per quanto riguarda la punteggiatura: evitiamo di mettere tre punti esclamativi alla fine delle frasi, evitiamo di mettere 10.000 esclamazioni, evitiamo troppi puntini sospensivi, e così via. Quindi parsimonia nell'utilizzo di esclamazioni, punteggiature varie ed emoji.

3. No alle email composte da una singola immagine

Il testo è l'elemento centrale delle nostre comunicazioni, quindi evitiamo di mandare le classiche newsletter composte da un'immagine e nessun testo. È una pratica assolutamente deleteria, che non fa riconoscere agli spam filter che diavolo c'è nella nostra email: vedranno solo l'immagine e automaticamente lo marcheranno come possibile spam.

4. Attenzione ai link che usi nell’email

Molta, molta attenzione va dedicata ai link che inseriamo all'interno dei nostri contenuti. È vero per i siti web, e forse ancora di più per le email. Innanzitutto bisogna sempre fare attenzione che siano corretti, quindi che portino a una destinazione funzionante e non ci restituiscano invece un errore "broken link" visitandoli, perché è valutato in maniera molto negativa dagli spam filter.

Oltre al problema dei broken link, bisogna prestare la massima attenzione anche alla reputazione dei siti web che linkiamo. Mettiamo nelle nostre email link a siti web solo se sappiamo che sono universalmente conosciuti come siti affidabili. Mai inserire collegamenti a fonti dubbie, siti poco sicuri, siti che non hanno certificati SSL, e così via.

5. Fai attenzione alle parole considerate spam

Ultimo accorgimento per il contenuto, forse il più importante fra quelli di cui abbiamo parlato in questo articolo, è: presta attenzione alle parole. Ci sono alcune parole che molto facilmente vanno ad elicitare i filtri antispam. Le conoscete già. Io so che già le conosci, almeno una parte, e sono: gratis, importante, promo, miglior prezzo, download, milione, acquista, addirittura ultimamente stiamo notando che la parola "fattura" ci manda in spam. Quindi fate molta attenzione alle parole che utilizzate soprattutto nell'oggetto, ma anche poi nel contenuto delle email.

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Alla prossima!

Alessandro De Cenzo
Author: Alessandro De Cenzo
Apre il suo primo sito a 12 anni. Da allora non ha mai smesso di interessarsi al digitale. Multipotenziale e geek convinto, ha trovato nel Growth Hacking la valvola di sfogo della sua incapacità di scegliere un ambito in cui specializzarsi. Cofounder di _blank.
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