Sponsorizzate si o sponsorizzate no, questo è il problema: se sia più conveniente pagare una sponsorizzata sui social o continuare con il content marketing...

Questo è il dilemma shakespeariano del marketer.

È vero, vedere un banner che sponsorizza il nostro prodotto/negozio potrebbe far gola a molti, ma siamo sicuri che sia davvero così conveniente?

Questo è un tema che chi fa marketing, per fortuna o purtroppo, ha sempre sott'occhio, perché molti clienti credono che pagando un social, per questioni di praticità intenderemo facebook, possa dall'oggi al domani impennare le richieste verso il loro prodotto/negozio.

Iniziamo col dire che la domanda da porsi in partenza è: "La sponsorizzata ha qualcosa di valido dietro?".

Partiamo da questo perché, in fondo, cos'è una sponsorizzata se non un invito a visitare la nostra pagina, che potrebbe rimandare al nostro shop on line? Pensare che pagare un social significhi aumentare improvvisamente il nostro traffico è, quasi completamente sbagliato.

Perché ho usato quasi?

Semplice, perché, è vero un banner pubblicitario sulla home di un profilo potrebbe attrarre l'utente, ma siamo davvero sicuri che sia quello il cliente di cui abbiamo bisogno? E se una volta approdato sulla nostra pagina cercasse qualcosa, siamo sicuri che lo troverebbe?

Una sponsorizzata è un invito a comprare, ma per essere conveniente come ritorno di guadagno, dovrebbe essere innanzitutto indirizzata al nostro target di riferimento. Da qui si capisce che prima di far partire la sponsorizzata andrebbe fatto un piano di comunicazione, in cui il banner pubblicitario è solo una parte del tutto, non il tutto.

La prima cosa da capire è chi sia la persona a cui ci rivolgiamo. Che interessi abbia, cosa le piaccia e cosa invece la farebbe scappare. Successivamente dobbiamo settorializzare la nostra offerta.

Immaginiamo di dover curare la comunicazione di un negozio che venda articoli per la casa di buona qualità, dalle lenzuola per il letto, passando per asciugamani per il bagno arrivando alle tovaglie per la sala da pranzo. In questo mare magnum di oggettistica si comprende facilmente, che è praticamente impossibile fare una sponsorizzata che vada bene, sia per coloro che sono attratti dall'arredo per la camera da letto sia per coloro che sono interessati più all'arredo per la cucina.

Questo esempio può essere applicato a qualsiasi negozio, anche una comune libreria vende libri diversi. Ogni genere letterario è indirizzato ad un pubblico diverso, quindi richiederebbe una sponsorizzata a parte.

Supponiamo di aver deciso il nostro target e il settore di mercato da "aggredire", siamo sicuri di avere comunque le spalle coperte?

Se riuscissimo ad attirare l'attenzione di Tizio, siamo sicuri che una volta arrivato sulla nostra pagina riesca a trovare quello che cerca?

È l'uovo di colombo, lo so, ma fatemelo passare. In un negozio fisico nulla è disposto a caso. I prodotti seguono una logica, a partire da quelli negli scaffali a quelli che si trovano vicino alle casse. La stessa cura andrebbe riservata al nostro "negozio virtuale", uso le virgolette perché magari qualcuno potrebbe non optare per un e-commerce, ma solamente per uno spazio virtuale dover espone quello che ha in negozio.

Che sia solamente con contenuti originali, oppure contenuti di terze parti, la nostra pagina andrebbe tenuta viva.

 

Tiriamo ora le somme di quanto detto. Prima di fare una sponsorizzata si dovrebbe:

  1. Capire il settore merceologico d'aggredire
  2. Capire il target di persone a cui vogliamo rivolgerci
  3. Fare un piano di comunicazione che sia ad ampio raggio, almeno 6 mesi
  4. Creare contenuti originali o prendere contenuti, se autorizzati, da terzi
  5. Fare una sponsorizzata

In sintesi, una sponsorizzata sui social non è la risposta a tutto, ma è la domanda da cui partire per rispondere a tutto.

 

E tu hai qualche esperienza a riguardo? Se hai qualche dubbio non esitare a lasciare un commento.

Tommaso Mauro
Author: Tommaso Mauro
Giurista regalato alla comunicazione. Crede che con il modo giusto si possa far capire qualsiasi cosa a tutti. Le parole sono come tasti di un piano, solo la giusta combinazione può suscitare le emozioni volute.
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