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Se parliamo di User Experience non possiamo fare a meno di parlare di Testing. Oggi parliamo di Test Utente.

Abbiamo visto in articoli precedenti qualche tipologia di Test Esperti, come nel caso delle valutazioni euristiche o dell’Human Performance Modeling, tuttavia i Test Esperti possono servire a ridurre il numero, ma mai a sostituire del tutto gli User Test necessari nel lavoro di UXD.

Approfondisci: Le 10 Euristiche di Nielsen

Essendo il test utente un’analisi qualitativa e non quantitativa, sono sufficienti pochi partecipanti, dai 5 ai 12, per avere risultati significativi: in media, con 5 partecipanti, si riesce a individuare l’88% dei problemi di usabilità.

Innanzitutto chiariamo di cosa stiamo parlando.

Quando parliamo di User Testing facciamo riferimento al sistema di analisi qualitativa che di solito viene chiamato “User Experience Test”, ma anche Test UX, Test Utente o Test di Usabilità, anche se, come ormai sappiamo, l’Usabilità è solo una delle componenti dell’User Experience Design.

Comunque, per capirci, sono quelle tipologie di test che coinvolgono il contributo di utenti esterni al team di sviluppo, e che possibilmente non conoscano proprio il prodotto.

Metodi di test dell'esperienza utente

Abbiamo detto che uno User Test è il test di un prodotto o di un’interfaccia con utenti reali. L’utente viene messo di fronte al prodotto e, in base al tipo di test, risponderà a domande e/o eseguirà delle task preassegnate nell’uso del prodotto.

Quasi tutti i tipi di test Utente possono essere affrontati secondo due metodologie distinte:

  • Test Utente Moderati
  • Test Utente non Moderati

Test utente moderato

Nel caso di test utente moderato l'utente completa le attività definite sul prodotto, mentre viene osservato in tempo reale da un moderatore.Il vantaggio di questa metodologia di test sta nel poter guidare l’utente nelle attività, nonché nella possibilità di ricevere feedback e poter esplorare in tempo reale i problemi che l’utente riscontra.

Ci sono però anche degli svantaggi di cui tener conto: una persona terza che osserva l’operato di un utente causerà l’Effetto Hawthorne, andrà cioè necessariamente ad influire sul suo comportamento; inoltre gli aiuti che il moderatore darà all’utente, possono falsare i risultati finali in merito a performance e problemi riscontrati.

Test utente non moderato

Nel caso del test utente non moderato le azioni richieste saranno eseguite dagli utenti senza la presenza di un moderatore, di solito da remoto.

I vantaggi di questo metodo sono facili da immaginare:

  • Nessun limite geografico;
  • Si può lavorare facilmente con campioni di grandi dimensioni;
  • Costi ridottissimi;
  • Tempi brevi.

Ovviamente anche questo tipo di test ha i suoi “Cons”.

Non si ha un vero controllo sulla qualità del campione coinvolto, ad esempio.

Inoltre non avendo un tecnico presente a prendere appunti, abbiamo una visuale solo sui risultati delle performance dell’utente, ma non sulle cause scatenanti, sulle sue reali emozioni, sulle sue reazioni.

Infine, se l’utente è bloccato da una difficoltà, non potrà essere aiutato per riuscire a fargli completare il test.

Alcuni tipi di test

Viste le metodologie con cui è possibile affrontare i test, vediamo nel dettaglio qualche tipo di test utente.

Five second test

Questo metodo di test è stato trasferito dal mondo accademico, dove è utilizzatissimo ad esempio per esplorare la change-blindness.

Si mostra all’utente uno screenshot o un mockup del prodotto per 5 secondi, dopodiché l’immagine viene oscurata e si pongono alcune domande all’utente, che dovrà rispondere solo in base a ciò che ricorda dell’immagine appena vista.

Questo genere di test è fantastico per capire che tipo di prima impressione diamo all’utente e cosa riusciamo ad imprimere nella sua mente al primo contatto con il nostro prodotto. Sono test che si completano rapidamente anche su campioni molto vasti, e hanno costi molto contenuti.

Alcune domande di esempio che si possono all’utente sono:

  • A cosa serve il prodotto?
  • Come si chiama il prodotto/il brand?
  • Quanta fiducia ti ispira il prodotto?

Se le risposte degli utenti non rispecchiano le nostre aspettative, allora sapremo che bisogna lavorare sulla chiarezza dell’interfaccia, o del copy.

Potete creare molto facilmente i vostri 5 Second Test su UsabilityHub

Card Sorting

Molto popolare, oltre che divertente, questo tipo di Test Utente permette di valutare l’architettura delle informazioni di un sito o di una qualunque interfaccia digitale.

Il sistema nel suo utilizzo più basilare consiste nel preparare tante “carte” [che possono anche essere semplici post-it] quante le voci di menu del nostro sistema.

Si consegnano le carte all’utente, che dovrà organizzarle nella maniera che trova più congeniale.Si può organizzare il lavoro in due modi:

Card sorting aperto:

i partecipanti possono organizzare le carte in raggruppamenti logici senza alcuna restrizione, usando una delle carte come etichetta dell’insieme, o scrivendo loro stessi le etichette per gli insiemi formati.

Card sorting chiuso:

in questo caso il compito dei partecipanti sarà quello di incasellare le carte in gruppi logici preesistenti.

Il card sorting ci aiuta a capire come gli utenti trovano le informazioni e navigano in un sistema, e può darci informazioni vitali sulla validità dell’architettura dell’informazione del nostro prodotto.

Se non siete amanti della carta, o semplicemente avete intenzione di rivolgervi ad un campione di tester più ampio, esistono dei software online per il card sorting, come Optimal Workshop, ma non è difficile organizzare ad esempio una bacheca Trello allo scopo.

Test sugli alberi

Come il card sorting, il Test sugli Alberi ci aiuta valutare l’architettura dell’informazione. Si crea un mockup dei menu del nostro prodotto, con voci primarie e secondarie navigabili, cioè il nostro “albero”. Dopodiché si chiede all’utente di eseguire dei compiti di ricerca: ad es. Cerca un profumo per il corpo, cerca le politiche di reso, etc. Non solo potremo basare la nostra analisi sulle risposte dell’utente soddisfatto o non soddisfatto dall’esperienza, ma potremo calcolare tempi di ricerca ed eventuali errori effettuati dagli utenti nel processo.

Replay di sessione

I replay di sessione sono registrazioni video dell’interazione degli utenti con un sito [o una web application]. Poiché spesso sono anonimi e gli utenti non sanno di essere osservati, ci permette di cogliere i comportamenti più naturali, non condizionati dalla presenza di osservatori, e quindi liberi dal rischio dell’Effetto Hawthorne.

Sono test molto economici e che si possono effettuare anche su scale molto vaste, semplicemente implementando uno snippet Javascript nel proprio sito. Esistono diversi strumenti, gratuiti e non, che offrono session replay, come Hotjar, Yandex.Metrica, CrazyEgg.

Metodo dell’intervista

L’intervista si può utilizzare in ogni stadio della progettazione di un prodotto.

Nel caso si voglia effettuare un test moderato può essere una modalità molto costosa, mentre i costi sono ridottissimi in modalità non moderata, data l’ampia gamma di strumenti online che permettono facilmente di creare survey personalizzate.

Esistono tre tipi di intervista: non strutturata, semistrutturata, e strutturata.

Intervista non strutturata

molto più adottata in modalità moderata, consiste in una conversazione aperta tra l’intervistatore e l’intervistato, le domande non sono predefinite e vengono elaborate in base alle risposte dell’utente. È un tipo di test che si adotta soprattutto nelle fasi esplorative.

Intervista semistrutturata

Nell'intervista semistrutturata, l’intervistatore pone domande su argomenti preselezionati, spingendo l’utente a fornire le sue opinioni su di essi.

Intervista strutturata

L'intervista strutturata [anche sondaggio, o survey], molto più comune in modalità non moderata, consiste in una serie di domande predefinite, con risposta aperta, scale likert, checkbox, etc. È molto facile produrne su larga scala con strumenti come Google Forms, Typeform, Surveymonkey.

HeatMaps

Le Heatmap sono rappresentazioni visive dell’interazione degli utenti con le pagine di un sito, possono identificare scorrimento, movimento del mouse, clic.

Anche in questo caso è possibile implementarle facilmente con Hotjar, Yandex.Metrica o CrazyEgg.

Esistono anche HeatMap con Eyetracking, una volta relegate all’ambito della ricerca accademica per la necessità di avere un “EyeTracker”, un aggeggio che si posa sulla testa dell’utente e che ne traccia i movimenti saccadici con diverse videocamere, oggi sono state rese molto più accessibili dalla nascita di servizi come Inspectlet, che tracciano i movimenti oculari degli utenti direttamente dalla loro webcam.

La mappa di calore con Eyetracking rivela il percorso seguito dall'occhio dell'utente durante la navigazione sulla pagina, permettendoci di sapere con grande accuratezza cosa davvero interessa di più a chi visita i nostri siti.

Intercept Questioning

Con l’Intercept Questioning si permette agli utenti di fornire feedback sull'esperienza dell'utente quando ne sentono il bisogno. Strumenti popolari come Hotjar e UserSnap, Sumo e centinaia di altri, offrono la possibilità di aggiungere un widget al tuo sito, che consente all'utente di fornire feedback instantanei.

Non avremo mai risposte accurate come con l’utilizzo di altri metodi di test utente, ma ci permette di indagare, nel momento in cui si verificano, problemi che condizionano negativamente l’esperienza utente.

A / B Test

Dei Test A/B ne abbiamo parlato approfonditamente praticamente ovunque: piccole modifiche testate contro un valore di controllo. Permettono di testare la variante migliore fra due possibilità.

Approfondisci: L'A/B test e i vantaggi del fallimento

Conclusioni

Quella dei Test di Usabilità è una pratica un tempo molto costosa, oggi fortunatamente alla portata di tutti, e che dovrebbe essere parte integrante di qualunque lavoro di progettazione, sia che stiamo parlando di product management, ma anche nel caso di sviluppo di siti web, app e web application.

Alessandro De Cenzo
Author: Alessandro De Cenzo
Apre il suo primo sito a 12 anni. Da allora non ha mai smesso di interessarsi al digitale. Multipotenziale e geek convinto, ha trovato nel Growth Hacking la valvola di sfogo della sua incapacità di scegliere un ambito in cui specializzarsi. Cofounder di _blank.
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