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📊 Fare growth hacking implica necessariamente seguire un approccio analitico. Tralasciando per il momento dati e numeri asettici, fondamentali per carità, vorrei parlarvi di un tipo di analisi qualitativa che aiuta a capire quali elementi attirano maggiormente l’attenzione dell’utente: mi riferisco all’analisi delle heatmap.

Uno degli usi più interessanti nel campo dell’Intelligenza Artificiale (AI, Artificial intelligence) è il riconoscimento delle immagini. Con questa funzione, i sofisticati sistemi di AI interpretano l’input ricevuto attraverso la visione artificiale, replicando, in sostanza, quello che fa l’occhio umano.

Quando parliamo di growth hacking, non è possibile non tirare in ballo i dati. Sì, ma QUALI dati?

Ciò che non esiste in rete non esiste affatto. È una realtà amara ma è fondamentale prenderne atto se si vuole far crescere il proprio brand. Oggi il mercato è cambiato: non bastano più le grandi insegne, i cartelloni, gli opuscoli e i volantini da distribuire ai semafori. Oggi, per ottenere davvero dei risultati, bisogna essere online.

Ma perché devo inserire tutti questi hashtag sotto le mie foto? Sono sicura che almeno una volta nella vita ti sei posto questa domanda, e ti confido un segreto: me la sono posta anch’io.