Come capire se sei a rischio fallimento
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Se sei un imprenditore, saprai di certo che dirigere un’azienda in Italia non è semplice, soprattutto dopo la crisi economica e lo shock pandemico. Pensa infatti che nel 2020 le insolvenze in Italia erano scese fino al -32%, mentre, stando agli ultimi dati diffusi da Euler Hermes, solo nei primi otto mesi del 2021 il numero di imprese italiane in crisi era di nuovo aumentato del 50,2%.

Sono numeri altissimi, no?

Se anche la tua azienda sta vivendo un momento complicato, è il caso di analizzare la situazione con occhio critico. In questo articolo ti spiegherò come capire se quella che stai attraversando è una normale fase di assestamento o se, purtroppo, il tuo business rischia davvero di fallire.

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Z-score: una formula per capire se sei a rischio fallimento

Una metrica molto utilizzata per prevedere il possibile fallimento di un’azienda è lo z-score, un modello sviluppato nel 1968 dal dr. Edward I. Altman, che all’epoca era assistente professore di finanza presso la New York University. La formula è pensata come test statistico per prevedere il rischio di fallimento in un periodo di due anni.

Ti spiego nel dettaglio come funziona.

Partendo da una funzione lineare in cui le variabili vanno sostituite con alcuni indici di bilancio, si può ottenere un punteggio, che è appunto lo z-score. Più questo sarà inferiore a una data soglia, tanto più sarà maggiore il rischio che la società nei due anni successivi al calcolo fallisca.

Ecco la formula da applicare:

Z = (1,2 a1 ) + (1,4 a2 ) + (3,3 a3 ) + (0,6 a4 ) + (0,99 a5 )

Le variabili a1, a2, a3, a4 e a5, vanno rispettivamente sostituite con questi indici:

a1 = Capitale Circolante / Attività

a2 = Utile non distribuito / Attività

a3 = Risultato Operativo ante imposte / Attività

a4 = Valore di Mercato capitale proprio / Valore contabile dei debiti totali

a5 = Ricavi nette d’esercizio / Totale passività

La possibilità di fallire si considera molto alta se il valore ottenuto è inferiore a 1.79; medio-alta se si attesta tra 1.8 e 2.69; media se il valore dello z score è compreso tra 2.7 e 2.99; bassa se è superiore a 3: in questo caso la tua società finanziariamente è solida.

Ti starai probabilmente domandando se si tratta di indicazioni attendibili, e anche su questo posso darti qualche dato: secondo il suo ideatore, lo z-score può prevedere il fallimento finanziario a un anno dalla bancarotta con una precisione del 95%; a due anni dall’insolvenza invece, l’accuratezza diminuisce al 72%, mentre a 3 anni si attesta al 52%.

Considera però che anche questo modello può restituire falsi positivi, quindi il mio consiglio è di utilizzarlo solo per accendere in te eventuali campanelli d’allarme.

Se per la formula di Altman la tua azienda è destinata a fallire non significa che devi gettare la spugna. Al contrario, è il momento di iniziare a ragionare su cosa non funziona e cosa puoi fare per aumentare il tuo fatturato.

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Ma lo z-score è l’unico modo?

I modelli per prevedere l’insolvenza di un’azienda in realtà oggi sono oltre 200. Non starò qui a spiegarteli tutti ma voglio darti qualche altro consiglio per capire se sei a rischio fallimento senza dover fare calcoli troppo complessi:

  1. Innanzitutto, dotati sempre di un business model canvas. Tenerlo aggiornato ti servirà a mantenere sotto controllo la sostenibilità economica del tuo business e modificare il tiro in corso d’opera se dovessi renderti conto di aver messo in piedi un progetto troppo dispendioso e poco remunerativo.

Ne ho parlato anche in un articolo, se non sai come compilarne uno: Perché usare il Business Model Canvas

  1. Assicurati che i prodotti e i servizi che immetti sul mercato superino il Product Market Fit, la metrica che ti rivela se il tuo prodotto avrebbe abbastanza clienti per rendere il tuo business sostenibile. È molto comune tra gli imprenditori innamorarsi delle proprie idee, ma non è detto che quello che a te sembra geniale, poi risponda davvero alle esigenze dei tuoi clienti. E sono loro a determinare il successo o il fallimento del tuo business.

Trovi tutto quello che devi sapere sul Product Market Fit qui: Cos'è il Product Market Fit e perché può salvare la tua azienda

  1. Adotta un approccio data-driven. Il rischio, quando un’idea o un modus operandi hanno sempre funzionato, è continuare a portarli avanti in maniera meccanica. In realtà il mercato si evolve ogni giorno e continuare a percorrere la stessa strada, senza monitorare la situazione e reagire ai cambiamenti, può rivelarsi letale per un business. Perciò dotati di tutti gli strumenti necessari alla raccolta e all’interpretazione dei dati: tool per la sentiment analysis, questionari da sottoporre ai tuoi clienti, google analytics e heat maps se disponi di un sito… insomma, qualunque cosa ti venga in mente per restare aggiornato.

Se posso darti un consiglio, si sta facendo largo negli ultimi anni un nuovo metodo di osservazione che si chiama netnografia, e che ha fatto la fortuna di diversi business. Ti lascio l’articolo in cui ne ho parlato. Può esserti utile. Che cos’è la netnografia e come si applica al Growth Hacking?

Data Driven/Human Made

A proposito delle metriche da tenere sotto controllo nella gestione di un’impresa, ho dedicato un capitolo del mio libro “Data Driven - Human Made - L’antropologia alla base del growth hacking” proprio a come raccogliere, interpretare e utilizzare i dati a servizi di strategie di crescita. 

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Io intanto spero che anche la sola lettura di questo articolo ti abbia dato gli strumenti necessari a monitorare l’andamento della tua azienda. Se dovessi avere dubbi o perplessità scrivimi pure. Ti risponderò volentieri.

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