I test e i vantaggi del fallimento

Oggi voglio condividere con te un segreto importante, uno di quelli che se li metabolizzi davvero ti permettono di affrontare meglio il lavoro, sia in termini di approccio che di risultati. Sei pronto?

Ecco, procurati carta e penna e prendi nota: nel marketing gli errori non esistono.

È una consapevolezza che io stessa ho appreso solo col tempo, ma grazie alla quale oggi so come trasformare quello che inizialmente può sembrare un fallimento in un passo in più verso il raggiungimento del mio obiettivo. Perché è impossibile non sbagliare mai, ma è possibile sbagliare con criterio. Basta partire da un assunto: un errore è un dato. Sapere che una determinata azione non è efficace per ottenere il risultato sperato ti permette di escluderla e ti avvicina alla soluzione perfetta per il tuo progetto. Ma “sbagliare con criterio” significa che in questo processo di continua ricerca della perfezione è importante non lasciare nulla al caso. Ecco perché esiste l’A/B test, l’esperimento che ti permette di scegliere tra due opzioni confrontandole in maniera metodologica e scientifica, così da escludere quella meno efficace traendo però il massimo vantaggio anche da quel piccolo errore.

Cos’è l’A/B test e come funziona

Quando parliamo di a/b test ci riferiamo a un test che consiste nel somministrare a due diversi campioni di utenti due varianti dello stesso elemento. Per fare un esempio pratico, se vogliamo pubblicare un articolo e siamo indecisi tra due titoli, attraverso l’A/B test possiamo dividere i nostri lettori in due parti uguali e fare in modo che ad alcuni venga proposto un titolo e ad altri l’altro, in modo da verificare, attraverso un’accurata analisi dei dati, quale delle due opzioni ha maggiore presa sulla nostra utenza. Perché l’esperimento funzioni, però, è necessario seguire alcuni passaggi fondamentali, proprio perché come ti dicevo prima, nulla può essere lasciato al caso. Vediamoli insieme.

  • Occorre definire cosa vogliamo misurare assicurandoci che si tratti di un elemento quantificabile. Tornando al nostro esempio precedente, potrebbe ad esempio interessarci verificare quale dei due titoli ha permesso all’articolo di essere aperto da più utenti, oppure quale delle due versioni ha ricevuto più condivisioni o commenti.
  • Un elemento imprescindibile in un test del genere è la durata dell’esperimento. È fondamentale che venga definita in modo tale da assicurarci dei risultati realmente rilevanti. Molto dipende dal volume di utenti a cui ci si rivolge, ma in certi casi è bene essere elastici: non temere di prolungare il tuo esperimento se una volta scaduto il periodo di test che ti eri prefissato non hai ottenuto una risposta convincente ai tuoi dubbi. In ogni caso per calcolare la durata ideale del tuo a/b testing ti suggerisco VWO, un tool che personalmente ho trovato molto utile.
  • L’ultima cosa a cui devi necessariamente fare attenzione, forse la più importante di tutte, è l’elemento che decidi di far variare. L’A/B test si chiama così perché devi immaginare di sostituire una singola lettera dell’alfabeto con un’altra, e questo nel marketing si traduce nella modifica di un solo elemento. Mi spiego meglio: se decidi di confrontare due titoli per lo stesso articolo, non puoi pensare di proporre due testi con due diversi font o due diversi colori. I dati che otterresti sarebbero poco chiari e ti troveresti a chiederti se le persone hanno preferito quella variante per la scelta delle parole, o del colore, o del font. Insomma, si rivelerebbe un test inutile. Puoi però immaginare di confrontare prima i due titoli, di verificare quale cattura più utenti e poi di effettuare un secondo A/B testing somministrando la variante risultata più efficace in due colori diversi; scelto anche il colore potrai procedere con lo stesso esperimento ma cambiando font.

Andando avanti in questo modo, un A/B test potrebbe teoricamente durare in eterno, o almeno fin quando non sarai pienamente soddisfatto del risultato ottenuto. Se sarai in grado di analizzare con costanza e minuzia i risultati di ciascun esperimento, alla fine ringrazierai ognuna delle varianti escluse per averti permesso di raggiungere la soluzione perfetta per la tua esigenza.

Io te l’avevo detto che nel marketing gli errori non esistono. Adesso mi credi?

Valentina Comiato
Copywriter, giornalista pubblicista e amante delle belle parole. Si è laureata in Lingue per conoscerne sempre di nuove ma poi ha capito che tradurre non le piaceva quanto raccontare. Da lì un tuffo di testa nel mare del marketing, del growth hacking e della comunicazione.
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