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Siccome un marketing efficace è un marketing che si sviluppa intorno alla conoscenza dei propri utenti, le due frasi che sento più spesso sono: "Osserva i tuoi utenti,essi non sono come te" e “Osserva minuziosamente le abitudini delle persone per capire come orientare il tuo marketing". Ma come metterle in pratica?

Uno dei punti cardine dell'antropologia è l'osservazione partecipante. Con osservazione partecipante si intende quel tipo di studio che viene condotto in una determinata comunità, in cui partecipando attivamente e diventando un’integrata parte di quella comunità si va ad indagare gli usi, le abitudini e i valori di un dato gruppo.

Per far questo si adottano una serie di strategie, quale ad esempio la perfetta conoscenza della lingua della comunità studiata, financo anche nelle espressioni colloquiali più particolari, facendola propria nel modo più genuino, non accademico. O anche il fare proprie le abitudini, gli usi, le credenze e la quotidianità di quel determinato gruppo.

Questo perché uno dei problemi più grandi nello studio dell'antropologia è quello di frapporre un filtro culturale nell'analisi di qualcosa di diverso rispetto a noi. Questo è un gravissimo errore ma anche la cosa più difficile da superare perché è impossibile che il proprio bagaglio esperienziale-culturale non venga messo come filtro analizzando le realtà diverse e distanti da noi.

L'antropologia ci viene incontro con l’osservazione partecipante, perché presuppone che l'antropologo inserendosi nelle più strette fibre del tessuto sociale di cui poi vorràanalizzare le abitudini, le motivazioni, i valori e le credenze dovrà esserne già parte da anni.

Solo alla fine di questo percorso di inserimento, quando si sarà reso capace di vivere e di concepire con lo stesso bagaglio culturale della comunità ospite, allora e solo allora potrà essere in grado di raccontarlo. Le persone non sono quasi mai come l'osservatore, anzi molto spesso le cose che noi diamo per scontate, che ci sembra banale che tutti debbano condividere, molto spesso sono molto distanti per gli altri. Per questo motivo bisogna sempre vestire un filtro neutro e osservare campioni quanto più diversi possibile fra loro.

Uno degli elementi più importanti in un bravo marketer è la capacità di osservazione e lo studio dei comportamenti, tentando di approcciare con un sentimento neutro ed oggettivo, e mantenere una pluralità di osservazione.

Questo ci darà dei dati importanti su come costruire la nostra offerta, ma soprattutto ci darà dei dati fondamentali per capire come comunicare a questi gruppi di utenti. Con la mia agenzia non seguo aziende che hanno sede in culture diverse dalla mia, ma con questo discorso, quando parlo di diversità, non mi riferisco ad altre culture, ma bensì ai diversi segmenti di target audience per ciascuna azienda, quindi ai clienti selezionati per un determinato brand, differenti fra loro e caratterizzati da specificità che li rendono unici.

Queste specificità sono da riscontrarsi per esempio nei gusti, nelle credenze, nel sistema di valori e visione del mondo, nel modo in cui si esprimono, nelle abitudini, nei comportamenti e farli propri, analizzando e descrivendo una buyer personas molto chiara.

E bene sapere che questa ricerca dovrà perdurare per tutto il tempo di una strategia di marketing, perché ci darà un enorme vantaggio competitivo.L'osservazione è il modo più immediato per avvicinarci alla conoscenza della della nostra audience, perché come ho detto in più di un'occasione il marketing non riguarda “l'appioppare” una vendita su qualcuno, ma bensì ricreare un'esperienza personalizzata che risponde all’ esigenza del nostro mercato e crearla su misura dei bisogni dei nostri clienti.

Rispondere a questo bisogno è il primo passo per creare delle relazioni a lungo termine, e le relazioni a lungo termine, citando la legge di Pareto, generalmente in un business l'80% dei risultati è prodotto dal 20% delle azioni, per questo motivo convincere ad acquistare di nuovo un cliente che ha già acquistato, mantenendo la relazione con il nostro brand a lungo termine, ci comporta il 20% dei nostri sforzi e ci può portare l'80% in termini di risultati.

Sostanzialmente il marketing è lo studio intorno alle persone, ed è per questo che attingere all’approccio degli antropologi ci può dare una marcia in più.

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Alla prossima!

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Noemi Taccarelli
Author: Noemi Taccarelli
È cofounder e Growth Marketer di _blank. Il growth hacking è stata la convergenza perfetta della sua multipotenzialità. Curiosità impudente, amore per le parole e i dati, studio costante, viaggi e antropologia sono il setting di base.
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